Don Lino Cassi

Lino Cassi, sacerdote della diocesi di Fidenza è stato per lunghi anni parroco, finché la malattia glielo ha consentito. Vive a Fidenza presso il Seminario Vescovile. Ha pubblicato un diario, quello di un parroco colpito dal morbo di Parkison dove annota l'evoluzione spirituale che accompagna questa malattia. Nella seconda parte del libro compaiono le poesie che traducono in versi la dinamiche interiori più profonde. Il volume "COME IN TRASPARENZA", questo è il titolo, è edito da EFFETA-EDITORE Torino 2005

I sessanta anni di Sacerdozio di Don Lino Cassi

21 settembre 2012 - Ricorre oggi il sessantesimo anno dall'ordinazione di Lino Cassi sacerdote della Diocesi di Fidenza dove ha ricoperto per lunghi anni l'incarico di parroco, finché la malattia glielo ha consentito. Vive oggi a Fidenza presso il Seminario Vescovile. Di lui diamo un breve profilo biografico.


Don Lino è sacerdote da sessant’anni e nemmeno la malattia che ormai da tanto tempo lo assilla è riuscita a smorzarne l’impegno al fianco del prossimo. Quella di monsignor Lino Cassi è una storia di fede e di cultura. 
Nato a Parma, nel settembre del 1929, a quindic’anni fu privato del padre, morto durante il bombardamento su Fidenza del 13 maggio del ’44. 
Allora era allievo nel seminario di Fidenza, che  nel periodo bellico era stato trasferito a Campolasso, nelle prime colline verso Tabiano. Ha poi vissuto sempre con la madre Celesta nella piccola casa in Via dei Mille. 
Dopo gli studi, il 21 settembre 1952 è stati ordinato sacerdote da Monsignor Evasio Colli. 
Dottore in filosofia, licenziato in teologia negli anni Sessanta, non ancora parroco è stato promotore della sezione fidentina della FUCI,  la Federazione degli universitari cattolici, uno spazio di confronto in cui sono cresciuti giovani poi impegnati in molti campi, spesso lontano da Fidenza. In quegli anni, sempre insieme alla mamma, ha abitato in via Mentana, ai margini dello storico quartiere Oriola. 

Dal 1969 è stato  nominato parroco di San Michele, dove è rimasto per trent'anni.  La comunità ha concretizzato la sua lezione spirituale dando vita a varie iniziative che ancora oggi arricchiscono la città: l’Avo, per il volontariato in ospedale, il gruppo Condivisione e la Cooperativa Arcobaleno per i disabili.
Tra le opere parrocchiali  importante è stato  il rinnovamento della chiesa di San Lazzaro, diventata il centro del quartiere, e la valorizzazione della chiesa della Gran Madre di Dio. 
Ma centrale nel suo impegno è stato l'annuncio della Parola sia nelle omelie domenicali che nella promozione di momenti specifici di preghiera e meditazione, dedicati ai singoli o alle famiglie.  
Le sue giornate di “esercizi spirituali” hanno costituito per tanti anni il riferimento per tante persone provenienti, anche da altre parrocchie.

Nel 1999, già toccato dal Morbo di Parkinson, ha lasciato la parrocchia e si è trasferito nel seminario vescovile, dove oggi vive. Malgrado la malattia non ha smesso di incontrare persone e di “comunicare” il suo messaggio e celebrare la messa nella cappella del seminario. 
Lo studio, l’organizzazione della comunità, la preghiera. Ma anche l’arte e, soprattutto, la poesia. Opere di pittura sacra, disegni di sapore caricaturale e i componimenti poetici sono raccolti, sul sito  lino-trasparenza.blogspot.com

4 commenti:

  1. Caro mons. Lino

    desidero vivamente riprendere a comunicare con Lei. la prego! come sta? La mia e-mail è stefanoformaggioni@yahoo.it
    Un saluto affettuoso

    Stefano Formaggioni

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  2. Don Lino, sono un malato di Parkinson da quasi tre anni. Solamente da poco ho accettato questa mia condizione. Ho una famiglia stupenda che mi assiste ma non mi fa pesare la mia malattia. Lei attualmente come sta?
    La malattia porta con sé sentimenti e idee, che non abbiamo mai avuto da sani; ci fa vedere meglio delle cose che la fretta della vita o la foga di agire ci impedivano di distinguere “.
    La saluto cordialmente

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  3. Don Lino, anche io sono un malato del morbo di Parkinson da circa tre anni.
    Quando mi è stato diagnosticato non l'ho accettato questo scomodo compagno di viaggio, ma grazie ai miei familiari,adesso cerco di accettarlo. Non tutti capiscono cosa significa essere malati di Parkinson. E non essere capiti fa male. Lei Don Lino come sta in questo memento? Una cosa ho imparato:La malattia porta con sé sentimenti e idee, che non abbiamo mai avuto da sani; ci fa vedere meglio delle cose che la fretta della vita o la foga di agire ci impedivano di distinguere “. La saluto cordialmente

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  4. Caro Giampaolo: quale Giampaolo?
    Se mi dai l'indirizzo email ti posso scrivere qualcosa di più. Utilizza la mia email personale lino.cassi@teletu.it .
    Mi farà piacere sentirti ed avviare un dialogo sempre prezioso.
    Lino Cassi

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